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Il Contesto

In che contesto opera il Polo formativo energia ambiente?

Gli attuali scenari, sia internazionali che locali, hanno reso necessario un ripensamento del modo di produrre e utilizzare l’energia.
Di recente l’Unione Europea ha stabilito una tabella di marcia che mira al raggiungimento di obiettivi ambiziosi. Entro il 2020, per contrastare gli effetti sul clima causati dall’attuale livello di consumo energetico, l’UE ha stabilito che:

  • Il 20% dell’energia primaria dovrà essere prodotta con fonti rinnovabili
  • Le emissioni in atmosfera dovranno essere ridotte del 20%
  • Si deve ottenere un risparmio energetico del 20%, soprattutto attraverso un’ampia efficienza energetica.

Altro obiettivo fondamentale per l’UE è una minore dipendenza dall’importazione di energia, che oggi rappresenta il 50,1% dell’energia consumata.
Si tratta di misure che incideranno notevolmente sul modo di produrre e consumare energia e che costituiranno, per diversi Paesi dell’Unione, Italia compresa, una grande sfida per la competitività della propria economia.
La proposta del Polo formativo energia ambiente è di collocare sul mercato lavoratori altamente qualificati e aggiornati sulle tecnologie e sulle normative che regolano il sistema delle energie rinnovabili.

Negli ultimi anni, gli occupati nei cosiddetti ecolavori sono cresciuti notevolmente. Dal 1993 al 2006 si è registrato un incremento del 41 per cento. A rivelarlo è la ricerca Tendenze del mercato del lavoro ambientale, presentata dall’Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, che precisa che ad aumentare sono soprattutto le professioni intermedie di tipo tecnico e di elevata specializzazione, quindi molto vicine a quelle che il Polo energia ambiente intende formare. I posti di lavoro sono balzati in 13 anni da quasi 264.000 a 372.000.